Cari lettori, visto che ci chiamiamo RADIOStaka voglio proporvi un gruppo inglese che scommetto ben pochi conoscono.
Questa band dal sound molto vicino (chiaramente) allo stile britpop degli Oasis, ma anche Coldplay e Verve ma anche un pizzico di rock dei mitici The Who!
Questo video lo dedico al mio carissimo amico Alessandro Fragassi, la sua infinita conoscenza musicale continua a stupirmi giorno dopo giorno.
Caro Staka_Antonio l'amico Ale mi ha personalmente chiesto di porre alla tua attenzione questo gruppo in modo da avere una tua impressione su questa vecchia band da lui scoperta...quindi non deludermi!
Forse non vi piacerà, ma se almeno ho stuzzicato la vostra curiosità potrete ascoltare altri pezzi degli Ocean Colour Scene su youtube...per chi poi è un romantico come me, vi consiglio Better Day.
Buon ascolto...
Lo Staka_Marco
lunedì 29 settembre 2008
Ocean Colour Scene - The Riverboat Song
lunedì 22 settembre 2008
Lo Staka_Momento...

dello Staka_Marco
IL VIANDANTE SUL MARE DI NEBBIA
Cari lettori, torno all’attività presentandovi un dipinto che mi ha molto colpito quando il prof di Restauro lo presentò come esempio per le tematiche nuove del Romanticismo…
Il dipinto che vi presento è “Il Viandante sul mare di nebbia” di Caspar David Friedrich (1818).
Mi ha colpito subito, soprattutto la sua interpretazione, molti ritengono che in quest’opera l’autore cerchi di porre l’uomo non più al centro del mondo, ma al contrario, prova a dimostrare come l’uomo sia piccolo di fronte alla bellezza, all’infinita grandezza della natura.
Era un po’ come un bagno d’umiltà ammettendo che non siamo certo noi i padroni del mondo, ma viceversa…cosa che forse oggi ben pochi comprendono.
Altri, invece, la vedono come la solitudine dell’uomo di fronte al mondo che ci circonda che per quanto lo si può girare sarà sempre una grande incognita.
Dopo questa gradita premessa ecco il tema che vorrei presentarvi…beh più che un tema è una mia riflessione.
Un mio carissimo amico di recente mi ha fatto notare come ultimamente sono sembrato molto triste, come nel mio modo di fare apparissi molto solo.
Forse.
O forse è solo che in questo periodo io mi senta un po’ come il viandante d’innanzi al mio “mare di nebbia”.
Mi sento arrivato su una delle tante cime che la catena montuosa della vita ci presenta, sto lì, miro il panorama, penso un po’ a me, a ciò che mi circonda, a quello che farò o non farò del mio futuro…a coloro che mi circondano…insomma problemi che tutti noi prima o poi ci troviamo davanti.
Solo che uno dei miei tanti difetti è che analizzo troppo…le persone soprattutto.
Ora sono convinto che l’anonimo di turno troverà molto divertente sparare la solita battuta, ma vi chiedo (con arrogante coraggio) voi come vi sentite oggi?
Come la vedete la vostra vita?
Vi serve un bagno d’umiltà o siete fieri di quello che c’è alle vostre spalle e siete pronti ad affrontare con grinta l’infinito che vi aspetta?
Immedesimatevi nel viandante e immaginate…potrebbe essere una bell’esperienza.
P.S.: chiedo scusa a tutti coloro che culturalmente sono superiori al sottoscritto se in questo testo troveranno errori…sono tutto un difetto, ma soprattutto sono un ignorante…
Il dipinto che vi presento è “Il Viandante sul mare di nebbia” di Caspar David Friedrich (1818).
Mi ha colpito subito, soprattutto la sua interpretazione, molti ritengono che in quest’opera l’autore cerchi di porre l’uomo non più al centro del mondo, ma al contrario, prova a dimostrare come l’uomo sia piccolo di fronte alla bellezza, all’infinita grandezza della natura.
Era un po’ come un bagno d’umiltà ammettendo che non siamo certo noi i padroni del mondo, ma viceversa…cosa che forse oggi ben pochi comprendono.
Altri, invece, la vedono come la solitudine dell’uomo di fronte al mondo che ci circonda che per quanto lo si può girare sarà sempre una grande incognita.
Dopo questa gradita premessa ecco il tema che vorrei presentarvi…beh più che un tema è una mia riflessione.
Un mio carissimo amico di recente mi ha fatto notare come ultimamente sono sembrato molto triste, come nel mio modo di fare apparissi molto solo.
Forse.
O forse è solo che in questo periodo io mi senta un po’ come il viandante d’innanzi al mio “mare di nebbia”.
Mi sento arrivato su una delle tante cime che la catena montuosa della vita ci presenta, sto lì, miro il panorama, penso un po’ a me, a ciò che mi circonda, a quello che farò o non farò del mio futuro…a coloro che mi circondano…insomma problemi che tutti noi prima o poi ci troviamo davanti.
Solo che uno dei miei tanti difetti è che analizzo troppo…le persone soprattutto.
Ora sono convinto che l’anonimo di turno troverà molto divertente sparare la solita battuta, ma vi chiedo (con arrogante coraggio) voi come vi sentite oggi?
Come la vedete la vostra vita?
Vi serve un bagno d’umiltà o siete fieri di quello che c’è alle vostre spalle e siete pronti ad affrontare con grinta l’infinito che vi aspetta?
Immedesimatevi nel viandante e immaginate…potrebbe essere una bell’esperienza.
P.S.: chiedo scusa a tutti coloro che culturalmente sono superiori al sottoscritto se in questo testo troveranno errori…sono tutto un difetto, ma soprattutto sono un ignorante…
martedì 16 settembre 2008
Ciao Richard

Cari amici dello Staka Team, l'estate è terminata e con lei se ne sono andate via anche le vacanze. Spero vi siate rigenerati tutti abbastanza da affrontare con la solita grinta queste ultime battute accademiche (purtroppo non ultime per tutti).
A tal proposito vi ricordo con piacere la famosa teoria della "vriciatura", fondata dalla sezione restauro dello stakateam, la quale può essere utilissima fin dall'inizio di questo nuovo anno accademico.
La suddetta teoria, se applicata (preferibilmente ai laboratori), comporta un lavoro continuo e assiduo, martellante e testardo, fatto di continue accelerazioni di "sboronaggine", ma assicura un risultato di ottima qualità e di sicura soddisfazione, in quanto ottenuto quasi con la forza. Si arriva alla fine abbastanza provati, ma ne vale di certo la pena.
Per chiudere, come non ricordare cari amici miei la scomparsa di RICHARD WRIGHT, tastierista mitico dei Pink Floyd.
Avrebbe meritato un post a parte, ma credo che il modo migliore di salutarlo sia proprio insieme al "metodo" della "vriciatura", che lui avrà sicuramente seguito ad ogni tocco di tastiera o sintetizzatore.
Ascoltatevi "The great gig in the sky" in The dark side of the moon, Pink Floyd.
Magari con un bel bicchiere di wisky con ghiaccio, e un bel panorama metropolitano notturno davanti a voi.
E non dimenticatevi di alzare il volume e di aumentare i bassi.
Ciao Richard.
Andrea
mercoledì 10 settembre 2008
The Shock Of The Lightning
Cari lettori, dopo un lungo periodo di vacanza lo Staka_Marco torna fra voi con un regalino che spero solo i soliti pochi eletti potranno apprezzare...ecco l'ultima "Scossa" dei mitici Oasis...
Qualche post fa vi regalai un demo che credevo sarebbe stato il prossimo attesissimo singolo...beh stavolta Noel e co. mi hanno fregato! Ma sinceramente ne sono contento, il pezzo è un ottimo aperitivo per un nuovo album che credo sarà fantastico!
Buona ascolto-visione!
Lo Staka_Marco
lunedì 18 agosto 2008
TEMPI BRUTTI PER LA POESIA
Sì, lo so: solo il felice
È amato. La sua voce
È ascoltata con piacere. La sua faccia è bella.
L'albero deforme nel cortile
È frutto del terreno cattivo, ma
Quelli che passano gli danno dello storpio
E hanno ragione.
Le barche verdi e le vele allegre della baia
Io non le vedo. Soprattutto
Vedo la rete strappata del pescatore.
Perché parlo solo del fatto
Che la colona quarantenne cammina in modo curvo?
I seni delle ragazze
Sono caldi come sempre.
Una rima in una mia canzone
Mi sembrerebbe quasi una spavalderia.
In me si combattono
L'entusiasmo per il melo in fiore
E il terrore per i discorsi dell'imbianchino.
Ma solo il secondo
Mi spinge alla scrivania.
Bertolt Brecht - Tempi brutti per la poesia
È amato. La sua voce
È ascoltata con piacere. La sua faccia è bella.
L'albero deforme nel cortile
È frutto del terreno cattivo, ma
Quelli che passano gli danno dello storpio
E hanno ragione.
Le barche verdi e le vele allegre della baia
Io non le vedo. Soprattutto
Vedo la rete strappata del pescatore.
Perché parlo solo del fatto
Che la colona quarantenne cammina in modo curvo?
I seni delle ragazze
Sono caldi come sempre.
Una rima in una mia canzone
Mi sembrerebbe quasi una spavalderia.
In me si combattono
L'entusiasmo per il melo in fiore
E il terrore per i discorsi dell'imbianchino.
Ma solo il secondo
Mi spinge alla scrivania.
Bertolt Brecht - Tempi brutti per la poesia
mercoledì 23 luglio 2008
...COME FUNZIONA
E' finita la Staka sessione di esami. Per alcuni del Team Staka è stato un anno all'insegna della Scienza e della Tecnica delle Costruzioni - una prova superata più che egregiamente - materie che, è superfluo annotarlo, nella loro difficile semplicità sfiorano il sublime (lo StakaBoz per queste ultime parole già mi immaginerà in azione Tafazzi). A loro in particolare e a tutti noi altri voglio dedicare e far leggere una frase di un maestro impareggiabile, Lui:
"Nonostante ciò ti dedicherai con buona fede allo studio delle statica. Questo è facile. Non pensare di aver bisogno di sapere esattamente come i matematici sono arrivati alle formule per il calcolo delle resistenze. Con un pò di pratica capirai i meccanismi del calcolo, ma soprattutto ricordati di come lavorano le diverse parti di un edificio. Devi sapere come funziona il momento d'inerzia. Quando lo capirai sarai libero di fare qualsiasi cosa. Tutto questo è molto semplice: lascia le complicazioni della matematica ai matematici."
Le Corbusier
Vale un corso.
Staka_Antonio
"Nonostante ciò ti dedicherai con buona fede allo studio delle statica. Questo è facile. Non pensare di aver bisogno di sapere esattamente come i matematici sono arrivati alle formule per il calcolo delle resistenze. Con un pò di pratica capirai i meccanismi del calcolo, ma soprattutto ricordati di come lavorano le diverse parti di un edificio. Devi sapere come funziona il momento d'inerzia. Quando lo capirai sarai libero di fare qualsiasi cosa. Tutto questo è molto semplice: lascia le complicazioni della matematica ai matematici."
Le Corbusier
Vale un corso.
Staka_Antonio
venerdì 11 luglio 2008
Cos'è lo sgurz?
Dal film Kamikazen-ultima notte a milano, una perla di vita saggia...voi ce l'avete lo sgurz? Io ce l'ho, lo uso poco, ma lo uso...meditate.
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