E' finita la Staka sessione di esami. Per alcuni del Team Staka è stato un anno all'insegna della Scienza e della Tecnica delle Costruzioni - una prova superata più che egregiamente - materie che, è superfluo annotarlo, nella loro difficile semplicità sfiorano il sublime (lo StakaBoz per queste ultime parole già mi immaginerà in azione Tafazzi). A loro in particolare e a tutti noi altri voglio dedicare e far leggere una frase di un maestro impareggiabile, Lui:
"Nonostante ciò ti dedicherai con buona fede allo studio delle statica. Questo è facile. Non pensare di aver bisogno di sapere esattamente come i matematici sono arrivati alle formule per il calcolo delle resistenze. Con un pò di pratica capirai i meccanismi del calcolo, ma soprattutto ricordati di come lavorano le diverse parti di un edificio. Devi sapere come funziona il momento d'inerzia. Quando lo capirai sarai libero di fare qualsiasi cosa. Tutto questo è molto semplice: lascia le complicazioni della matematica ai matematici."
Le Corbusier
Vale un corso.
Staka_Antonio
mercoledì 23 luglio 2008
venerdì 11 luglio 2008
Cos'è lo sgurz?
Dal film Kamikazen-ultima notte a milano, una perla di vita saggia...voi ce l'avete lo sgurz? Io ce l'ho, lo uso poco, ma lo uso...meditate.
giovedì 3 luglio 2008
venerdì 20 giugno 2008
Lo Staka_Momento...di RadioStaka
dello Staka_Marco
Care lettrici, cari lettori,
ricordate il momento in cui siete nati?
Beh chiaramente no, forse qualcuno ve lo ha raccontato, oppure magari semplicemente non vi interessa, ma pensateci un momento, come sarebbe questo ricordo?
Che cosa si prova?
Paura?
Gioia?
Curiosità?
Semplicemente nulla?
Non lo so, so però che spesso stiamo sempre a pensare a che cos'è la morte, cosa c'è dopo, se c'è un dopo...e la vita?
Com'è nascere? Nessuno, penso, ce lo possa spiegare...
Oggi voglio ricordare la nascita di RadioStaka, non perchè sia il suo compleanno, quello è già bello che passato, ma semplicemente perchè stavo rileggendo il primo post, quello ufficiale, quello che presentò RadioStaka al mondo, e se volete forse il primo bel post e forse l'unico scritto a due mani dal sottoscritto e dallo Staka_Antonio...bei tempi...ci credevamo tutti...ora sinceramente non so, ne è passa di acqua sotto i ponti, siamo tutti un po' cambiati, e forse anche lo spirito di RadioStaka è cambiato con noi, ma resta questo come documento importante della storia del blog, con la speranza che uno dei padri fondatori un giorno torni ad interessarsi della sua creatura più dolce...
Se volete legete pure...
Semplicemente... RADIOSTAKA....
Stakanovismo:
movimento che prese il nome da Alessio Stakanov, un perforatore di una miniera nel bacino del Donez, che in un solo turno di lavoro produsse 102 tonnellate di carbone, superando di 14 volte la norma corrente.
Come nasce Radio Staka:
il nostro sogno era quello di creare una nostra radio, dove ascoltare la nostra musica, raccontare le nostre sensazioni, cercare di farvi partecipi dei nostri sogni…creare un mondo dove scherzare come piace a noi. Purtroppo i mezzi a nostra disposizione sono scarsi, e allora abbiamo pensato ad un Blog, così da esprimere, comunque, le nostre idee. Un mezzo che ci permetta di scherzare, riflettere, e vivere al meglio la nostra amicizia, e anche un po’ la vostra…se volete. L’idea RadioStaka nasce dal genio, ancora incompreso, di noi studenti di Architettura, che in un freddo pomeriggio di Novembre durante uno dei corsi di laboratorio più intensi e gratificanti della nostra carriera universitaria (carriera di cui non vediamo ancora la fine!), abbiamo costituito il nostro team di lavoro. Vista la dedizione intensa e costante per questo laboratorio, una bella mattina (dopo una terribile nottata di lavoro) ci siamo guardati in faccia e ci siamo detti “Cazzo! Siamo proprio degli Stakanovisti!”. Instancabili, pazzi, se volete geniali e concedetecelo anche romantici, abbiamo “nominato” il nostro gruppo “TEAM STAKA”.
Ci siamo, il gruppo era fatto! E tutti i pomeriggi ci si riuniva per raggiungere il nostro obiettivo, uno sporco voto, anche se per noi conta più la sostanza, l’impegno, la dedizione che ci mettiamo, il voto è fine a se stesso ( per la cronaca abbiamo preso 29, perché la perfezione non è cosa umana, perché per apprezzare una cosa bella bisogna saperne vedere anche i difetti…) Questa esperienza ci ha uniti, quasi segnati, e allora ci siamo decisi…scriviamo i nostri pensieri!Inizia la nostra, pardon anche la vostra, Stakavventura…
Knocking on the heaven’s door...
Care lettrici, cari lettori,
ricordate il momento in cui siete nati?
Beh chiaramente no, forse qualcuno ve lo ha raccontato, oppure magari semplicemente non vi interessa, ma pensateci un momento, come sarebbe questo ricordo?
Che cosa si prova?
Paura?
Gioia?
Curiosità?
Semplicemente nulla?
Non lo so, so però che spesso stiamo sempre a pensare a che cos'è la morte, cosa c'è dopo, se c'è un dopo...e la vita?
Com'è nascere? Nessuno, penso, ce lo possa spiegare...
Oggi voglio ricordare la nascita di RadioStaka, non perchè sia il suo compleanno, quello è già bello che passato, ma semplicemente perchè stavo rileggendo il primo post, quello ufficiale, quello che presentò RadioStaka al mondo, e se volete forse il primo bel post e forse l'unico scritto a due mani dal sottoscritto e dallo Staka_Antonio...bei tempi...ci credevamo tutti...ora sinceramente non so, ne è passa di acqua sotto i ponti, siamo tutti un po' cambiati, e forse anche lo spirito di RadioStaka è cambiato con noi, ma resta questo come documento importante della storia del blog, con la speranza che uno dei padri fondatori un giorno torni ad interessarsi della sua creatura più dolce...
Se volete legete pure...
Semplicemente... RADIOSTAKA....
Stakanovismo:
movimento che prese il nome da Alessio Stakanov, un perforatore di una miniera nel bacino del Donez, che in un solo turno di lavoro produsse 102 tonnellate di carbone, superando di 14 volte la norma corrente.
Come nasce Radio Staka:
il nostro sogno era quello di creare una nostra radio, dove ascoltare la nostra musica, raccontare le nostre sensazioni, cercare di farvi partecipi dei nostri sogni…creare un mondo dove scherzare come piace a noi. Purtroppo i mezzi a nostra disposizione sono scarsi, e allora abbiamo pensato ad un Blog, così da esprimere, comunque, le nostre idee. Un mezzo che ci permetta di scherzare, riflettere, e vivere al meglio la nostra amicizia, e anche un po’ la vostra…se volete. L’idea RadioStaka nasce dal genio, ancora incompreso, di noi studenti di Architettura, che in un freddo pomeriggio di Novembre durante uno dei corsi di laboratorio più intensi e gratificanti della nostra carriera universitaria (carriera di cui non vediamo ancora la fine!), abbiamo costituito il nostro team di lavoro. Vista la dedizione intensa e costante per questo laboratorio, una bella mattina (dopo una terribile nottata di lavoro) ci siamo guardati in faccia e ci siamo detti “Cazzo! Siamo proprio degli Stakanovisti!”. Instancabili, pazzi, se volete geniali e concedetecelo anche romantici, abbiamo “nominato” il nostro gruppo “TEAM STAKA”.
Ci siamo, il gruppo era fatto! E tutti i pomeriggi ci si riuniva per raggiungere il nostro obiettivo, uno sporco voto, anche se per noi conta più la sostanza, l’impegno, la dedizione che ci mettiamo, il voto è fine a se stesso ( per la cronaca abbiamo preso 29, perché la perfezione non è cosa umana, perché per apprezzare una cosa bella bisogna saperne vedere anche i difetti…) Questa esperienza ci ha uniti, quasi segnati, e allora ci siamo decisi…scriviamo i nostri pensieri!Inizia la nostra, pardon anche la vostra, Stakavventura…
Knocking on the heaven’s door...
domenica 15 giugno 2008
mercoledì 4 giugno 2008
Lo Staka_Momento
dello Staka_Marco
Cari lettori, care lettrici,
avete mai pensato al nefasto comportamento del tempo e del destino?
In questi giorni stavo riflettendo un pò su alcune cose, avete mai pensato a quant'è bello il nostro periodo universitario (o comunque giovanile)?
Siamo travolti in continuazione da vortici di stress continui, preoccupazioni costanti, notti insonne, nervoso continuo che causa la rovina del nostro fegato.
Ma voglio metterci anche le belle esperienze come le nuove amicizie, la crescita costante del nostro "io" sempre affamato di cultura, le feste, la birra, nuovi amori...
Le più belle esperienze della nostra gioventù però credo siano altre, cose più profonde, cose che ci fanno ragionare tutti insieme che ci fanno litigare che ci affascinano...cose che io amo chiamare le nostre idee. Si possono chiamare anche i nostri sogni, i nostri ideali...
Ecco le mie riflessioni mi hanno portato alcune domande: che fine faranno?
Voi ci pensate al futuro? E non parlo solo di lavoro, di famiglia;
Fra vent'anni avremo gli stessi sogni? Ci comporteremo come diciamo oggi?
Rispetto, onestà, inventiva, passione...tutto ciò resterà?
Io personalmente sono molto pessimista.
Crescendo, a mio avviso, corriamo il costante rischio di perdere le nostre identità...e tutto ciò sinceramente mi spaventa.
Guardavo un film di Carlo Verdone "Compagni di scuola" targato 1988, questo film parla di alcuni compagni di classe che un giorno decidono di ritrovarsi, di fare una rimpatriata per vedere come sono diventati col passare del tempo...per autoconvincersi di essere sempre gli stessi, chiaramente verrà fuori un'altra verità alla fine del film...
Ecco il bambino che è in me ora è cresciuto ed è diverso, è diventato ragazzo prima, uomo poi...ma una volta adulto chi sarò?
voi che ne pensate?....
Cari lettori, care lettrici,
avete mai pensato al nefasto comportamento del tempo e del destino?
In questi giorni stavo riflettendo un pò su alcune cose, avete mai pensato a quant'è bello il nostro periodo universitario (o comunque giovanile)?
Siamo travolti in continuazione da vortici di stress continui, preoccupazioni costanti, notti insonne, nervoso continuo che causa la rovina del nostro fegato.
Ma voglio metterci anche le belle esperienze come le nuove amicizie, la crescita costante del nostro "io" sempre affamato di cultura, le feste, la birra, nuovi amori...
Le più belle esperienze della nostra gioventù però credo siano altre, cose più profonde, cose che ci fanno ragionare tutti insieme che ci fanno litigare che ci affascinano...cose che io amo chiamare le nostre idee. Si possono chiamare anche i nostri sogni, i nostri ideali...
Ecco le mie riflessioni mi hanno portato alcune domande: che fine faranno?
Voi ci pensate al futuro? E non parlo solo di lavoro, di famiglia;
Fra vent'anni avremo gli stessi sogni? Ci comporteremo come diciamo oggi?
Rispetto, onestà, inventiva, passione...tutto ciò resterà?
Io personalmente sono molto pessimista.
Crescendo, a mio avviso, corriamo il costante rischio di perdere le nostre identità...e tutto ciò sinceramente mi spaventa.
Guardavo un film di Carlo Verdone "Compagni di scuola" targato 1988, questo film parla di alcuni compagni di classe che un giorno decidono di ritrovarsi, di fare una rimpatriata per vedere come sono diventati col passare del tempo...per autoconvincersi di essere sempre gli stessi, chiaramente verrà fuori un'altra verità alla fine del film...
Ecco il bambino che è in me ora è cresciuto ed è diverso, è diventato ragazzo prima, uomo poi...ma una volta adulto chi sarò?
voi che ne pensate?....
mercoledì 28 maggio 2008
Lo Staka_Momento
dello Staka_Marco
Troverò mai la serenità?
la cerco in uno sguardo,
in una carezza,
in un caldo abbraccio...
la voglio in una stretta di mano,
quella mano sincera sulla mia spalla,
o magari in un luogo che sento amico...
io che non lo sono stato mai dentro,
che invidio voi perchè ve la leggo negli occhi,
tutto questo, mestamente, mi turba...
Sconfitta!
Troverò mai la serenità?
la cerco in uno sguardo,
in una carezza,
in un caldo abbraccio...
la voglio in una stretta di mano,
quella mano sincera sulla mia spalla,
o magari in un luogo che sento amico...
io che non lo sono stato mai dentro,
che invidio voi perchè ve la leggo negli occhi,
tutto questo, mestamente, mi turba...
Sconfitta!
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